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martedì 25 agosto 2015

Estate sulla neve in Australia: dallo scialpinismo allo snowboard

Estate sulla neve in Australia. Un divertimento alternativo che tra agosto e settembre conquista sempre tantissimi turisti. NelVictoria, infatti, sono presenti chilometri di piste da discesa e da fondo, percorsi ad hoc per slitte trainate da cani e anche centri benessere di lusso dove rilassarsi. Arrivare da queste parti, tra l’altro, è molto semplice perché basta noleggiare un’auto a Melbourne.

 In giornata, dunque, si può praticare sci alpinismo sul Mt Buller e Mt Stirling o sci di fondo lungo le piste innevate di Falls Creek. Ancora, si può provare lo snowboard sul Mt Hotham o lanciarsi lungo le piste del Mt Buffalo. Per chi ama le racchette da neve, il giro più classico è quello tra i sentieri del Mt Baw Baw e, infine, si può scendere in slitta o toboga lungo i pendii del Lake Mountain, tra l’altro davvero incantevole.


Mount Buller
Si trova a sole tre ore di auto da Melbourne e le attività invernali, qui, si possono provare tutte. Ci sono piste da discesa per vari livelli e persino la possibilità di scalare la vetta e spostarsi lungo i pendii su una ciambella gonfiabile. Si tratta di un parco giochi invernale no-stop con attività varie come lo ski-in Cinema o le passeggiate tra le sculture di ghiaccio. Per chi ama il relax, poi, c’è la Breathtaker on High, la day spa più alta d’Australia. A poca distanza ecco il Mt Stirling, dove si può provare l’Alpine Winter Camp, il campeggio sulle piste da sci con una tenda centrale per mangiare e sette tende isolate termicamente e sopraelevate per soggiornare.


Falls Creek
A quattro ore e mezza di auto da Melbourne, è una località sciistica in stile europeo con oltre 65 chilometri di piste da sci di fondo ad accesso libero. Ospita il Kangaroo Hoppet, la più importante gara di sci di fondo in Australia e poco distante c’è pure lo Snowplay Park, per divertirsi a costruire pupazzi di neve.



Mount Hotham
A circa 4 ore e mezza da Melbourne è nell’Alpine National Park e vanta molte piste per sciatori. Snowboarder di tutti I livelli possono fare fuori pista grazie al tour gratuito sui gatti delle nevi. Le piste di fondo qui sono lunghe 40 chilometri. Per loro la suggestione è assicurata con una serie di canaloni, conche, salti, creste e cumuli di neve. Per I bambini di età inferiore ai tre anni, c’è il Burton Riglet Park. C’è, infine, il Brabalung Indigenous Interpretation Trail che collega Mt Hotham a Dinner Plain con una lunga pista 10 km a mostrare il patrimonio aborigeno della regione.

Mount Buffalo
Dopo la cittadina di Bright, 14 km di piste per sci di fondo e 20 km di discesa che offrono diverse attività invernali per le famiglie con bambini.

Non solo mare: alla scoperta del Parco del Circeo

Visite guidate tra boschi, lagune e spiagge nella terra di Circe. Il parco Nazionale del Circeo, che è uno dei 23 parchi nazionali che ci sono in Italia offre numerose attivitàai suoi visitatori anche d’estate. Ed è cosi che si può arricchire la propria vacanza, fatta non solo di ombrellone e spiaggia. 9.000 ettari nella provincia di Latina, dove vivono piante selvatiche e animali rari. Il parco comprende: 20 chilometri di dune, quattro laghi costieri, 3.000 ettari di foresta, l’isola di Zannone, centri storici e l’area archeologica della Villa di Domiziano.


 Gaetano Benedetto, presidente delle Ente parco, spiega cosa si può scoprire: “E’ un presidio di biodiversità, uno scrigno di natura e cultura, abbiamo la convivenza di beni storici, archeologici e neolitici. Tantissimi animali e piante. Sulle rupi, dove nidifica il falco pellegrino, si possono trovare la palma nana e il fiordaliso delle scogliere, una specie presente solo qui. Vicino alla costa ci sono specie pioniere fra cui il giglio di mare e la cakile marittima”.
Tra gli animali: cinghiali, coleotteri, lucertole, gabbiani e conigli, ma anche passero solitario, berta maggiore e una piccola colonia di mufloni.



Quello che caratterizza di più e’ il promontorio del Circeo, che rappresenta l’elemento paesaggistico di tutta l’area pontina. La leggenda narra che la Maga Circe regnava sull’isola di Eea e i popoli antichi hanno identificato l’isola proprio con il promontorio del Circeo. La sagoma del monte raffigura il profilo della Maga, innamorata di Ulisse, nell’Odissea di Omero.
Scalare il promontorio è un itinerario, soprattutto d’estate, consigliato a escursionisti esperti e meglio se accompagnati da una guida.



Si possono scorgere bellissime vedute in bilico tra bosco e mare, fino al punto più alto. Passeggiate come questa sono organizzate dell’Istituto Pangea, una onlus che collabora d oltre 20 anni con il Parco Nazionale del Circeo. L’appuntamento per questa escursione è a Torre Paola e dura circa 6 ore.
Oltre al promontorio si può andare alla scoperta dell’area archeologica della Villa di Domiziano, dove si può passare un giorno da imperatori alla scoperta dell’uso razionale dell’acqua al tempo degli antichi romani.



Anche per i più piccoli ci sono numerose attività come “pollicini verdi”, dove imparano a seminare nel vivaio del Corpo Forestale dello Stato o “scopri parco”, una caccia al tesoro nella foresta.
Per gli amanti della meditazione anche un corso di Hatha Yoga nel parco, si entra dall’ingresso principale di Sabaudia, e di buon mattino si praticano le ‘asana’ tra lecci e alberi secolari.



La villa e il lago di Fogliano dove c’è un bellissimo giardino che come ricorda Gaetano Benedetto ”era quello definito esotico della famiglia Caetani, mentre quello di Ninfa, era quello romantico”.
Dal punto di vista enogastronomico gli amanti del buon cibo saranno soddisfatti, perché potranno gustare le eccellenze gastronomiche del luogo come le ottime mozzarelle che rientrano nel consorzio della Bufala campana, per via dei numerosi allevamenti di bufali che ci in questo territorio.

domenica 12 ottobre 2014

Lo Yukon, nella terra selvaggia dei "cercatori d'oro"

L'oro non c'è più nel fiume Yukon, ma la sua natura selvaggia, teatro di un'epopea, affascina ancora. Una volta le pepite risvegliarono il "Sogno americano” chesembrava spezzato. Oggi, altri tesori emozionano il viaggiatore.


È passato il tempo di Jack London e della "corsa all'oro" che sul finire dell'800 muoveva fin qui dall'Ovest migliaia di disperati in cerca di fortuna. Eppure, anche adesso, sono i più temerari ad accollarsi la fatica di un viaggio destinato a regalare ricchezze. Perché fiumi, laghi, foreste, alti picchi, canyon e le distese degli altipiani di questa regione del Canada lasciano un segno nel cuore. Dal sole di mezzanotte che illumina l'estate, all'aurora boreale che colora le oscurità dell'inverno: anche le stagioni qui, come i luoghi, hanno un carattere forte.

Lo Yukon, lungo 3.185 km, nasce dai monti al confine con la Columbia Britannica, tocca il Klondike, attraversa l'Alaska e sfocia nel mare di Bering. Ci si muove con la jeep e con la canoa, sempre accompagnati da una guida (www. travelyukon.com). Il fiume bagna una regione di quasi 500 mila mq popolata solo da 30 mila persone (che vivono in gran parte nelle città di Whitehorse e Dawson City, dove esiste ancora l'atmosfera della "gold rush"). Poi ci sono gli animali: grizzly, alci, caribù, linci, lupi; abbondano torrenti e bacini con acque trasparenti dove scivolano le canoe e nuotano castori, salmoni, lucci, trote.

È la terra di alte cime e pianure fluviali con rari villaggi dove vivono gli ultimi Gwich'in, gli indiani che mantengono ancora le antiche tradizioni del loro popolo. È passato il tempo, ma sembra tutto come 100 anni fa. È lo stesso mondo che abbiamo immaginato leggendo i romanzi di Jack London, un Wild West dominato dalla “legge delle zanne e dell'artiglio”: "Nessun rumore, nessuna voce d'uomo rompeva quel silenzio, e la natura, sempre uguale da che è nato il mondo, dominava incontrastata". Sembra di vedere Buck-Zanna Bianca correre nella tundra per seguire il “richiamo della foresta”. E, soccorsi dall'immaginario disneyano, ci appare anche un giovane Paperone in un torrente del Klondike alla ricerca di un'oncia per cominciare il suo impero. Chissà, poi, se dentro una baita in cima a una montagna rocciosa, vicino a una vecchia miniera, c'è ancora Charlot, l'ingenuo pioniere della Febbre dell'oro, mentre addenta una scarpa lessata per cena. Guardiamo le colline purpuree che fanno da corona a Whitehorse e lasciamo andare il pensiero. È passato il tempo dei sogni. O forse no.

I NOSTRI CONSIGLI:

Per rivivere le atmosfere del "selvaggio west", si può prenotare una stanza all'Eldorado Hotel (www.eldoradohotel.ca) di Dawson City, Qui, la prima colazione (e, a richiesta, anche il pranzo) si può consumare nella Bonanza Dining Room. Bere un wiskhey nello Sluice Box Lounge, con le foto dei cercatori d'oro che arrivarono qui nel 1898, ci farà sentire come i cow-boys nei saloon dei film western. Prezzi ragiobnevoli che cambiano a secoinda delle stagioni.

Volete mangiare come piaceva a Jack London? Prenotate un tavolo all'Antoniette (www.facebook.com/Antoinettes.Whitehorse; un pasto: 30 $) nel centro di Whitehorse. La sua specialità è la carne alla brace (assaggiate le bistecche di caribù) servita con il riso e i fagioli: un classico.

Il fascino di Singapore, tra i grattacieli e le foreste. La città che cambia sempre

Sembra viaggiare nel tempo nell’arco di un secondo Singapore, la città-stato del sud-est asiatico dove passato e presente convivono al meglio. E’ impossibile restareindifferenti di fronte al suo profilo maestoso incorniciato da foreste ma anche da grattacieli e futuristiche costruzioni, in un contesto dove non mancano nemmeno secolari monumenti. Le creative invenzioni degli ultimi decenni non hanno sottratto spazio alla natura come avviene spesso in questi casi, ma sono state inserite perfettamente nel contesto, trasformando l’area quasi in una installazione perenne da scoprire con calma. Questo è il momento giusto, perché nel 2015 festeggerà un anniversario importante: il mezzo secolo di indipendenza dalla Malesia ed è ora di innamorarsi delle sue tante peculiarità.


Singapore è una città iconica che ha cambiato volto nel giro degli ultimi cinque anni, sempre in equilibrio tra diverse epoche e stili. Uno dei simboli di ultima generazione resta il Marina Bay Sands, formato da tre enormi grattacieli con la presenza dell’omonimo albergo e di una catena di negozi, pub, ristoranti e discoteche. Incredibile la terrazza a forma di nave con la piscina a sfioro che offre una vista unica sullo skyline della città. C’è però modo di scorgerne pure il passato coloniale, ad esempio, nello storico hotel Raffles, con i suoi giardini. Non hanno resistito al suo fascino personaggi di fama mondiale come Michael Jackson e Charlie Chaplin.

Un mix di etnie che convivono, dunque, e nei diversi quartieri in molti casi ci si arriva facilmente anche a piedi.

LE ULTIME NOVITA' :

• Gardens By the bay: l’incredibile giardino con gli alberi robotizzati che si illuminano la sera in un suggestivo spettacolo di luci. E’ un evento unico nel pianeta ed è stato inaugurato nel 2012. E’ in continua evoluzione e perfettamente inserito nell’ambiente, senza deturparlo in alcun modo. Una sorta di foresta tropicale del futuro.

• River Safari: il primo parco tematico d’Asia, dedicato ai più particolari ambienti fluviali che esistono. Dal 2013, qui sono state ricreate le sponde dei fiumi più noti: dal Rio delle Amazzoni al Mississippi, tanto per citarne un paio.

• Singapore Sports hub: perfetto per gli sport indoor e outdoor e per i grandi eventi sportivi. Di recente inaugurazione.

• Park Royal Pickering è, invece, un nuovissimo hotel ecosostenibile simbolo di lusso e modernità a pochi minuti da Chinatown e Raffles Place. In auto si può raggiungere in 15 minuti Orchard Road, che ogni amante dello shopping sogna di visitare.


CURIOSITA' E MITI DA SFATARE:

• Pur essendo una città piccola è comunque tre volte e mezzo l’area di Milano

• L’aeroporto di Changi è stato il più grande del mondo ed è stato costruito per azzerare lo stress da viaggio. I controlli di sicurezza e del passaporto e il ritiro dei bagagli, avvengono nell’arco di pochissimi minuti e con zero code.

• Sono presenti almeno 370 hotel adatti a tutte le tasche. Non è, dunque, necessariamente una destinazione cara.

• In giro tra i suoi quartieri si possono vivere alcune tra le migliori esperienze gastronomiche del mondo. Famoso è, ad esempio, il suo street food.

• Nel 2013 sono stati registrati 15,5 milioni di arrivi con un incremento del 7,4 per cento e oltre ai mercati del Pacifico e al turismo proveniente da Regno Unito e Germania, anche le partenze dall’Italia sono in forte crescita.

COME ARRIVARE?

Con i voli della Singapore Airlines principalmente. La compagnia dai grandi numeri, nel 1970 è stata la prima ad offrire pasti e bevande gratuite e sedili con poggiatesta in economy. Oggi vanta una flotta di 100 aeromobili e unisce 60 città con 30 Paesi. Dall’Italia garantisce 3 partenze settimanali per la città da Roma Fumicino e un volo giornaliero da Milano Malpensa. Collega insieme con la consociata Silk Air l’Oriente, l’Australia, la Nuova Zelanda e l’Europa, con tutte le classi di servizio a bordo.

venerdì 7 giugno 2013

Melbourne, la “città giardino”

In Australia, nello stato di Victoria, sorge la cosiddetta “città giardino”, Melbourne. Città multiculturale e indiscusso centro culturale internazionale è una delle mete più affascinanti del Paese. E per i viaggiatori golosi, fino al 17 marzo, è presente in città l'appuntamento gastronomico più atteso dell'anno: il Melbourne Food and Wine Festival con il famoso e tradizionale “pranzo più lungo del mondo”. Un viaggio tra cultura, natura e tanto buon cibo.
MELBOURNE, LA “CITTA' GIARDINO – Situata sulle sponde del fiume Yarra, è una tra le città più affascinanti di tutta l'Australia. Qui, ogni cosa a partire dal carattere multiculturale, i gioielli architettonici in stile antico e moderno, le eleganti vie, i parchi e giardini fino ad arrivare ad una proposta culturale di alto livello concorre a fare di Melbourne una delle città più entusiasmanti e vivibili del mondo. Capitale dello Stato del Victoria, è un vero e proprio scrigno di bellezze architettoniche come le storiche dimore vittoriane e i modernissimi grattacieli, tutte da scoprire attraverso il percorso a piedi chiamato “Golden Mile Walk”, grazie al quale si può scoprire l'evoluzione e la storia della città.
Ma Melbourne non è solo cultura e storia. Un'altra punta di diamante di Melbourne è infatti la gastronomia. In città troverete una vasta scelta di ristoranti che propongono piatti delle cucine internazionali più disparate, bar, caffè e addirittura un tram che fa servizio ristorante. Un modo carino e gustoso di visitare la città tra un piatto e l'altro. Ma forse l'aspetto più particolare e intrigante della città è la presenza delle numerose enclave cittadine, zone dal gusto e dal fascino singolare. Veri e propri vibranti microcosmi capaci di fare assaporare il gusto e la ricchezza delle diverse culture presenti in città. Quali visitare? Sicuramente il quartiere greco sul Lonsdale Street, quello vietnamita a Victoria Street, il Chinatown e l'angolo di Parigi su Collins Street.

MELBOURNE FOOD & WINE FESTIVAL - Nel 2013 il Melbourne Food and Wine Festival  (1-17 marzo) ritorna alle origini per celebrare i prodotti della terra e assaporare le specialità locali ed internazionali. Il tema di quest’anno è, per l’appunto, Earth. Inoltre, l'edizione corrente, oltre il tradizionale pranzo più lungo del mondo, con oltre mille invitati e i più gustosi cibi australiani preparati da due dei più importanti chef del Paese, Maggie Beer e Stephanie Alexander, porta un assaggio di caffè esotici dal mondo nel cuore della città grazie all’installazione di una piantagione a terrazzamento: The Urban coffee Farm e Brew Bar. Ideata da HASSELL, studio di progettazione di fama internazionale, l’installazione utilizza come base le esistenti scale rosse di Queensbridge Square, con l’aggiunta di materiali per il trasporto del caffè - pallet di legno, cassette da imballaggio e contenitori vari – al fine di ospitare una 'mini giungla' di oltre 125 piante di caffè coltivate appositamente per il progetto.
Per i veri amanti del caffè, ci sarà l’opportunità di comprendere l’importanza dell’origine del chicco di caffè, della varietà e del terreno scelto per la coltivazione - elementi chiave che caratterizzano l’aroma e l’unicità – per scoprir da vicino come si arriva dal chicco alla tazzina. Il Melbourne Food and Wine Festival regala anche esperienze uniche fuori porta: con lo Speakeasy Cocktail Tram Bar, si potranno degustare i migliori cocktail di Melbourne a bordo di un tram storico oppure avventurarsi in una gita in barca a Port Phillip Bay con lo chef Ollie Goul, che cucinerà il pesce appena pescato. A Bendigo, invece, si tornerà indietro nel tempo al 1968, con un menù tratto dal libro di ricette più venduto di sempre: Margaret Fulton CookBook. L’evento prevede un dress code ispirato proprio a quegli anni.